A Louvre promenade

As every student aspiring to become an art historian, once in Paris I promised myself to visit the Louvre very often, and experiencing it almost every week throughout the semester was indeed enchanting. All Art great names, one next to the other, along an almost endless line of walls, halls, and galleries. From the Borghese Gladiator to Camille Corot, just to name a few. The … Continua a leggere A Louvre promenade

Compreresti mai la Torre Eiffel?

Compreresti mai la Torre Eiffel? No? Dici che neanche uno sprovveduto penserebbe mai che sia un bene in vendita? Eppure il truffatore Victor Lustig riuscì nell’impresa. Due volte. Contestualizziamo. Corrono gli anni ’20, l’Europa è appena uscita da quell’orrido massacro che fu la Prima Guerra Mondiale mentre l’America si gode i cosiddetti “Anni Ruggenti”, un periodo di inebriante – e talvolta fittizia – crescita economica … Continua a leggere Compreresti mai la Torre Eiffel?

Parigi non è di questo secolo

Giovanni’s Room (1956) è un romanzo di James Baldwin (1924-1987). Ambientato principalmente a Parigi, racconta della storia di David, giovane americano rifugiatosi in Europa per sfuggire ai condizionamenti sociali, e Giovanni, un italiano che si trova a lavorare in un bar che David frequenta spesso. Sebbene il romanzo affronti temi come l’identità, la percezione del tempo, il rapporto con la cultura che ci ha formati, … Continua a leggere Parigi non è di questo secolo

Capitolo 10: con Pascin al Dome

<<Pascin era un ottimo pittore ed era ubriaco; ubriaco stabile, deliberatamente e responsabilmente.>> Nel decimo capitolo di “Festa Mobile”, Hemingway ci propone questa descrizione di Jules Pascin, uno dei pittori che affollavano i bar e le vie parigine negli anni ’20. La verità è che Jules Pascin (in foto), nonostante la sua tragica morte per suicidio, fu un grande amante della vita; viveva per vivere … Continua a leggere Capitolo 10: con Pascin al Dome

Capitolo 9: Ford Madox Ford e il discepolo del diavolo

Quella sera me ne stavo seduto a un tavolino fuori dai Lilas a osservare la luce che cambiava sugli alberi e gli edifici e il passaggio dei grandi cavalli lenti dei viali esterni. La porta del caffè si aprì dietro di me alla mia destra, e un uomo uscì e si avvicinò al mio tavolo. <<Oh eccola qui>> disse. Era Ford Madox Ford, come si … Continua a leggere Capitolo 9: Ford Madox Ford e il discepolo del diavolo

Capitolo 8: la fame era un’ottima disciplina

Siamo arrivati all’ottavo capitolo del romanzo, il quale vede Hemingway avviarsi verso la brasserie Lipp per la gran fame. Prima di raggiungere il locale si ferma al 12 di Rue de l’Odéon, alla libreria Shakespeare and Company (cap. 3). Qui intrattiene una breve chiacchierata con Sylvia Beach, introducendo indirettamente qualche nota autobiografica. <<C’è posta per me?>> […] <<Questa è arrivata mentre io ero fuori>> disse. … Continua a leggere Capitolo 8: la fame era un’ottima disciplina