HUMANS OF VENICE #32

Accadueò Non Potabile perché il primo spettacolo riguardava un episodio di ecomafia e di inquinamento – No, in realtà è perché beviamo solo vino. Siamo nati nel 2006 come formazione riconosciuta da Ca’ Foscari. Eravamo un gruppo di studenti interessati agli argomenti scomodi, e il teatro ci sembrava il miglior veicolo per portarli alla luce. Dopo un primo spettacolo si sono uniti a noi moltissimi altri … Continua a leggere HUMANS OF VENICE #32

Yu Hua – Il settimo giorno (第七天)

Un limbo tra “aldiquà” e “aldilà”: ecco come Yu Hua, scrittore contemporaneo cinese, decide di raccontare la Cina di oggi ne Il settimo giorno. Lasciato il mondo terreno, Yang Fei si ritrova nel “limbo” dei morti senza sepoltura, persone senza una tomba, dimenticate dai vivi. Nell’arco di sette giorni (in cinese 七 qi, omofono di 起 “sorgere” e 气 “essenza vitale”), Yang Fei ascolta le … Continua a leggere Yu Hua – Il settimo giorno (第七天)

Volevo un gatto nero

“Volevo un gatto nero, nero, nero” cantava la piccola Vincenza Pastorello all’undicesima edizione dello Zecchino d’Oro, nel 1969. Non era l’unica. Corre l’anno 1961, JFK pronuncia la famosa frase “E dunque, miei cari Americani: non chiedete cosa può fare il paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il paese”, Barbie si fidanza con Ken e Fellini trionfa a Cannes con l’indimenticabile La dolce … Continua a leggere Volevo un gatto nero

23. In the beginning, Woman was the sun

Nel settembre 1911 una nuova rivista letteraria fa la sua comparsa in Giappone. Si chiama Seitō, parola scritta con i kanji per “blu” e uno meno usuale per “calza”. In quel momento, pochi immaginano che, l’anno dopo, a proposito del gruppo di donne legato alla rivista si dirà: Di questi tempi ci sono delle donne veramente terribili al mondo, intenzionate a provocare tumulti. Cosa mai … Continua a leggere 23. In the beginning, Woman was the sun

Mantua me genuit

“Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi silvestrem tenui Musam meditaris avena; nos patriae finis et dulcia linquimus arva, nos patriam fugimus; tu, Tityre, lentus in umbra formosam resonare doces Amaryllida silvas.” Così il pastore Melibeo si rivolge al fortunato Titiro, che ha conservato le terre e può oziosamente godere della pace del mondo dei campi. Lui, invece, deve abbandonarla, vittima innocente della confisca di … Continua a leggere Mantua me genuit