Have a cup of tea and get on with it

Sarà perché il portamento britannico non si scompone mai; sarà perché gli attentati, sia quelli a matrice fondamentalista islamica sia prima quelli organizzati dall’IRA, hanno sempre tenuto occupato Scotland Yard; sarà perché l’integrazione qui è forse più riuscita che in Francia; sarà perché ci sono poliziotti ad ogni angolo della strada; sarà perché la Brexit è un terreno di attrito più forte; sarà per tutti … Continua a leggere Have a cup of tea and get on with it

Dateci il vero.

Sono arrabbiata. Sono arrabbiata perché non capisco. Non capisco che cosa pensare. Apnea, sospensione, incomprensione, stupore, incredulità, incertezza. Non perché le strade son deserte, dato che non è vero. Ma nemmeno perché il centro è controllato da fucili carichi. Sono arrabbiata perché privata della possibilità di muovermi liberamente fra il mare delle mie emozioni, di ponderarle con il giusto peso, ed esternarle o nasconderle a … Continua a leggere Dateci il vero.

23 marzo: risveglio a Bruxelles

A Bruxelles ci si risveglia. Le scuole sono aperte, gli uffici, i negozi, le edicole anche. I tram e i bus hanno ripreso a funzionare regolarmente. I treni un poco alla volta ripartono, i metrò riavviano due linee. Le strade non sono deserte, le persone non camminano guardandosi intorno. Sono più silenziose, è vero. È il silenzio di un pensiero, di una riflessione, e forse … Continua a leggere 23 marzo: risveglio a Bruxelles

Stiamo tutti bene, siamo in ufficio.

Stiamo tutti bene, siamo in ufficio. Messaggi, chat, twitter, post. Lo ripetiamo a non finire. Chiamate poche, perchè la linea è intasata. Il numero dei feriti che cresce, quello dei morti anche. Domenica è Pasqua, parenti che arrivano, figli che tornano. Stage che si concludono. Questa settimana Zaventem era tappa di passaggio programmata per ognuno di noi. Ma stiamo bene, siamo tutti in ufficio. Se … Continua a leggere Stiamo tutti bene, siamo in ufficio.

Cosa dice Parigi a me

Ed io? Cosa dice Parigi a me? Come posso stare davanti a questa inaccettabile violenza? La vita di ciascuno di noi sembra (anzi, è!) attaccata a un filo. Possiamo essere uccisi mentre andiamo a teatro, mentre usciamo al ristorante il sabato sera, mentre andiamo allo stadio per vedere la partita. È realtà, è successo. E quindi l’inevitabile provocazione: perché vale la pena vivere? Cosa può dare … Continua a leggere Cosa dice Parigi a me