Il venditore di lance e scudi dello Stato di Chu

矛与盾

楚人有鬻盾与矛者,誉之曰:吾盾之坚, 物莫能陷也。又誉其矛曰:吾矛之利, 于物无不陷也。或曰:以子之矛,陷子之盾,何如?其人弗能应也。夫不可陷之盾与无不陷之矛,不可同世而立。

Lance e scudi

Un uomo che faceva commercio di lance e scudi vantava i suoi scudi, tanto solidi che niente poteva trapassarli, e proseguiva quindi il discorso vantando le sue lance: “Sono così acuminate, diceva, che non v’è nulla che non possano perforare”. Qualcuno gli obbiettò: “E se provassi a trapassare un tuo scudo con una delle tue lance?” Egli allora si trovò in grande imbarazzo, non sapendo proprio cosa rispondere.

Questo breve aneddoto racconta l’origine della parola 矛盾 maodun, contraddizione (letteralmente “lancia” mao e  “scudo” dun). Risalente all’epoca degli Stati combattenti (V-III secolo a.C.), la breve storia racchiude l’essenza del pensiero legista (no, non leghista) ed è infatti contenuta nel canone di questa corrente filosofica, lo Han Feizi, da Han Fei, funzionario cinese che teorizzò i capisaldi del sistema legista. Corrente politica prima che filosofica, il legismo propone un’analisi storico-politica della società del III secolo a.C. che dimentica l’idealizzazione della tradizione tipica del confucianesimo, al quale anzi si oppone, abolendo l’ideologia dell’uomo “virtuoso” e “benevolente”. Il legismo affonda le sue radici nel concetto di legge, fa in cinese: sempre opponendosi all’etica della benevolenza tanto cantata dai seguaci di Confucio, la legge legista viene vista come assolutamente scissa dalla moralità. La legge è perno della società ed è ciò che, più di ogni altra cosa, comanda e dirige gli esseri umani parte di un contesto sociale. Come si evince dai numerosi aneddoti dello Han Feizi, la legge è anche superiore a qualsiasi legame di sangue: “I magistrati non hanno alcun amore per il popolo, e tuttavia i loro ordini valgono diecimila volte quelli di un padre”.

La fermezza spietata di questa corrente politico-filosofica è “giustificata” dal periodo storico in cui essa fiorisce: epoca di forte disordine politico in una Cina frammentata e belligerante dove sette stati si affrontano per rivendicare l’unificazione del paese, che verrà raggiunta solo nel 221 a.C. dopo due secoli di lotta efferata.

Questo è, a grandi linee, ciò che sta dietro a 矛盾 maodun, parola tuttora parte del linguaggio comune in Cina. Ecco come lo Han Feizi ne ricollega l’origine alla filosofia legista, tenendo presente che, secondo Anne Cheng, “dao significa strada, cammino, e per estensione metodo, modo di procedere”:

“Porre al contempo uno scudo infrangibile e una lancia irresistibile è una contraddizione in termini. Dire che il dao del valore morale non può essere escluso, e d’altra parte che è il dao della posizione di forza ad escludere qualsiasi cosa, è cadere nella contraddizione della lancia e dello scudo. Risulta dunque chiaro che valore morale e posizione di forza non possono coesistere”.

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