I dieci migliori libri sul dimenticare

L’ironia dei libri sul dimenticare sta nel fatto che, in realtà, siano spesso sul ricordare. L’assenza di memoria, o la fallibilità della stessa, è il seme da cui si genera una storia. L’eliminazione della memoria attraverso la forza, la volontà o il procedere del tempo spesso si trasforma in un racconto sulla sua riemersione.

I ricordi non sono resoconti accurati né specchi per il passato. Sono costruzioni filtrate, distorte, imprecise, attraverso cui vediamo soltanto una versione di una storia che appartiene a ciò che è stato. I testimoni oculari, come dimostrato in numerosi casi giudiziari, sono notoriamente inaffidabili.

È l’imperfezione della memoria che ci permette di vivere. I ricordi possono essere dimenticati, ricordati, modificati, rinnovati, adattati a chi siamo e a ciò di cui abbiamo bisogno. Immaginate una vita dove ogni dettaglio sia stato registrato accuratamente e mai perso: sarebbe impossibile funzionare e superare il passato.

Nel mio secondo romanzo, Boy on the Wire, la perdita e il recupero della memoria giocano un ruolo fondamentale nella vita di due fratelli che sopravvivono dopo che il loro terzo fratello è morto in una caduta infantile. Il maggiore, Peter, è caduto insieme al fratello più piccolo e si è svegliato senza ricordi dell’accaduto; anni dopo, questi cominciano a tornare. Il fratello più giovane, John, che è stato testimone della caduta, ha trovato il suo ricordo dell’evento tanto traumatico da reprimerlo e modificarlo per anni. Solo trent’anni dopo, di fronte a quelli nuovi ed esitanti del fratello, i suoi ricordi cominciano a riemergere.

  1. Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro

Avrei potuto scegliere altri romanzi di Ishiguro – ovvio esempio Gli inconsolabili – ma ritengo che Il gigante sepolto sia, con Quel che resta del giorno, il suo più grande successo di sempre. Il modo in cui evoca il mitico e il magico esplorando la repressione politica della memoria è notevole. Man mano che Axl e Beatrice recuperano alcuni dei loro ricordi, viene rivelato un mondo diviso e violento, che forse merita di essere dimenticato – il che implica che un certo grado di dimenticanza è essenziale perché un mondo del genere sopravviva.

2. The Whisperers: Private Life in Stalin’s Russia di Orlando Figes

Questo libro è un esame particolarmente dettagliato dell’effetto delle purghe di Stalin sulla vita familiare di tutti i giorni. L’assalto di Stalin, come è il caso di molti dittatori, è alla memoria culturale, nella quale viene usata la forza bruta per imporre ai cittadini una nuova, amara realtà. Lo studio mostra come le persone comuni, sebbene spesso conniventi in questo processo di dimenticanza forzata, siano responsabili di assicurare la sopravvivenza della memoria culturale. Il trionfo del libro è nel dare nuova vita a queste storie familiari sepolte.

3. Non ti addormentare di S. J. Watson

Questo thriller è stato un successo fenomenale quando è stato pubblicato, nel 2011, ed è un capolavoro del genere. Un evento traumatico di alcuni anni prima fa sì che la narratrice perda interamente la memoria ogni sera, quando si addormenta. I suoi tentativi di scoprire la sua storia e il lento emergere della verità su ciò che le è accaduto generano in lei la sfiducia nei confronti di coloro che la circondano, che lei teme nascondano un terribile segreto.

4. Aspettando Godot di Samuel Beckett

La memoria inaffidabile è il cuore di questo testo. Il ricordo di Vladimir ed Estragon degli eventi del giorno prima è a dir poco imperfetto (quello di Estragon in particolare). Questo porta a molte delle loro dispute, ma è anche ciò che li lega. La discussione di questi fatti permette loro di passare il tempo nell’attesa di Godot. Dimenticare permette di vivere. Questo è uno dei testi più straordinari mai scritti, un testo in cui nulla accade, ma accade in modo bello, farsesco e tragico.

5. L’infanzia di Gesù di J. M. Coetzee

L’influenza di Beckett su Coetzee è ben documentata, e L’infanzia di Gesù può ben essere il suo romanzo più beckettiano. Un passato dimenticato, o forse mai conosciuto, è un varco verso un mondo allegorico e dell’assurdo (la “pupuità della pupù”). La mancanza di un appiglio saldo della memoria permette una lunga riflessione sul ruolo dell’individuo nella società. Non è accessibile quanto alcuni dei suoi capolavori riconosciuti come Aspettando i barbari, Vergogna, e La vita e il tempo di Michael K, ma è un romanzo inquietante ed enigmatico che continua a imporsi al mio essere cosciente.

6. Il mare di John Banville

Il romanzo stringato di John Banville è una riflessione sulla memoria e sul ruolo che ha nel definire chi siamo. Max Modern, un narratore inaffidabile, si confronta con una perdita della sua infanzia che viene svelata per gradi al lettore, e, in parallelo con il mio romanzo, con come questo trauma modificherà tutta la sua vita.

7. La terra desolata di T. S. Eliot

La ricchezza di riferimenti culturali e storici ne La terra desolata raffigura un’epoca che ha perso il proprio contatto con il passato, un luogo dove i ricordi sono frammenti che puntellano le rovine. Questa dimenticanza, forse in contrasto con quella in Il gigante sepolto, è alla base dei mali che affliggono il mondo moderno. Alcuni hanno criticato il poema per la sua nostalgia. Nonostante ciò, il suo impatto sulla letteratura degli ultimi cent’anni è immenso. Inoltre, è un testo che dimostra il valore di un bravo editore, ed Ezra Pound ha buona parte del merito.

8. La strada di Cormac McCarthy

In un’ambientazione post-apocalittica, i ricordi di un padre di un certo paesaggio guidano lui e il figlio verso sud, verso climi più caldi, ma allo stesso tempo egli deve disimparare i suoi vecchi comportamenti per mantenere se stesso e suo figlio al sicuro. Il ragazzo, che si affida ai ricordi di suo padre per sopravvivere, egli stesso senza ricordi di tempi pre-apocalittici, si rivela essere il più empatico dei due personaggi, quello in grado di “portare la fiamma” nel futuro. Il romanzo di McCarthy è cupo, splendido e assolutamente incredibile.

9. Il senso di una fine di Julian Barnes

Tony Webster è costretto a rivedere i suoi ricordi, e le storie che racconta su se stesso, quando scopre un atto di crudeltà che ha commesso molti anni prima nei confronti dei suoi amici: “Ciò che finisci per ricordare non è sempre la stessa cosa di cui sei stato testimone.” È estremamente commovente, un libro preciso sull’imprecisione della memoria e come costruisce le persone, le storie e la storia.

10. Cronache dal Sottosuolo di Fëdor Dostoevskij

L’uomo del sottosuolo, una delle figure più iconiche della letteratura moderna, è schiacciato dal peso di un ricordo opprimente. La causa della sua misantropia è proprio il cercare di liberarsene, ma, alla fine, sarà anche la ragione per cui non potrà mai riuscire in ciò che spera. È il peso della memoria che lo rende incapace di vivere con facilità tra i suoi pari. L’esame di Dostoevskij delle complessità della motivazione umana in questo romanzo esistenzialista e a un tempo comico e profondamente tragico.

Di Alastair Bruce

 

Articolo originaleTop ten books about forgetting

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