Việt Nam Ơi!

Ottobre 2017, Hanoi

L’immagine che avevo del Vietnam prima di partire era fatta soprattutto di paesaggi verdi, di immensi campi di riso, delle meravigliose scogliere sull’acqua della Baia di Ha Long e di donne con il tradizionale cappello a forma di cono. Quell’immagine non era poi tanto lontana dalla realtà, anche se ad aspettarmi avrei trovato molto di più. Sono partita da Milano il 23 agosto, ad oggi sono a Hanoi, la capitale, da circa due mesi e in questo periodo ho scoperto tanto, ma ho ancora molto alto da scoprire. Il Vietnam per me rappresentava un universo completamente diverso dal mio, ma ho scoperto ben presto che ci si può sentire a casa anche dall’altra parte del mondo: quando i bambini ti sorridono, ti chiedono di fare una foto con loro o di unirsi ad una partita di pallavolo, quando regali un fiore ad un’anziana vietnamita e ricevi in cambio un sorriso, quando i compagni di università ti raccontano i loro sogni e le speranze per il proprio Paese e per il proprio futuro. Ho imparato ad apprezzare la cultura vietnamita anche attraverso il suo cibo: bollenti ciotole di pho, la tradizionale zuppa del Paese, il tipico bun cha o il tofu fritto serviti agli angoli nelle strade, cucinati in baracchini improvvisati e consumati su sedie e piccoli sgabelli di plastica, rappresentano per me l’immagine più vera di questo Paese. Ho appreso la routine di una giornata vietnamita, che inizia presto, potrei dire prestissimo, infatti già dalle cinque del mattino si vedono gli abitanti scendere in strada per camminare e fare esercizi, uomini e donne, non importa di che età. Il traffico è un’altra delle cose che colpisce al primo impatto: una distesa infinita di motorini che sfrecciano per le ampie strade di Hanoi, con una logica incomprensibile ad uno straniero; può sembrare il caos, ma qui pare che ognuno sappia stare perfettamente al suo posto, anche se il progetto del Governo è di vietare tutti i motorini entro il 2030 per contrastare inquinamento e confusione. Le implicazioni di questa decisione sono ancora tutte da analizzare, ma nel frattempo le strade della città sono un cantiere aperto per la costruzione della metropolitana sopraelevata. Hanoi pare essere una città che cambia continuamente: durante il giorno il traffico, la frenesia, di sera i mercati notturni in cui si vende di tutto, dai vestiti, ai fiori, ai cellulari, e dove si riesce a passare solo facendosi strada tra un mare di motorini che viaggiano a passo d’uomo e sembrano essere parte del mercato stesso. A notte fonda però le grandi strade della città si svuotano, regna il silenzio e sembra di essere in un altro luogo, in un momento di pausa, prima che la città si risvegli.

di Federica Guerriero

 

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