Elogio all’Italia

Quando mi hanno chiesto se volevo scrivere un articolo per Linea20, non ci credevo: Che avrei potuto dire? Non credo di capire tutto in italiano, tanto meno di saperlo scrivere. Quando mi sono decisa a farlo, mi chiedevo su che argomento avrei potuto scrivere. Essendo una straniera, che ha avuto la fortuna di avere viaggiato diverse volte in Italia, e conoscendo alcuni italiani a Londra, mi sono detta che avrei potuto parlare del paese, della percezione che ne ho. I media e la cultura parlano di un’Italia divisa in questi tempi attuali, un’Italia di conflitti e controversie.

Cari Italiani, se non sapete guardare intorno a voi, lasciate una piccola francese vi apra gli occhi e faccia un elogio all’Italia.

Anche se un turista in un paese può catturare solo una piccola parte della sua ricchezza e delle sue tradizioni culturali, il mio amore per l’Italia si è costruito con piccoli dettagli insignificanti che formano un tutto spettacolare. Quando penso all’Italia penso all’estate e alla felicità di quando uscendo di casa il primo saluto è il calore del sole sul viso, l’odore unico degli ulivi, il gusto di un succo d’arancia locale e le discussioni degli anziani davanti alle case e, la domenica, il suono delle campane della chiesa. “Che bella cosa e ‘na jurnata’ e sole”, tutto questo in un ambiente che forse voi non riuscite più a notare, per abitudine.

In città, si vede il peso turistico che il paese deve sopportare. Turismo che ha un ritorno economico, senza dubbio, ma che deve anche stancare per il suo costante richiamo agli stereotipi. È facile cadere in essi e alcuni commercianti ne sono a conoscenza e li sfruttano per fare profitto. Tuttavia, se si presta attenzione, e se si fa un piccolo sforzo, si può uscire dagli stereotipi ed andare nella giusta direzione. La realtà è sfumata, complessa ma allo stesso tempo pura. È sorprendente trovare in ogni città un ristorante autentico dove “fare gli italiani”, in un vicolo in ombra, lontano dai turisti pur essendo a due isolati da un qualsiasi duomo.

E poi come non vedere che questo paese resta unito anche per coloro che sono lontano da casa: il miglior esempio viene da voi Italiani, qui a Londra. Invece di Terrone contro Polentone, siete uniti, difendete l’Italia, come se fosse costantemente la Coppa del Mondo, e soprattutto, solitamente rimanete tra italiani, perché vi capite meglio senza i barbari che prendono il cappuccino di pomeriggio. Si vede che la mamma vi manca quanto il vostro paese e vi becchiamo mentre prendete un gelato al sole così come facciamo noi. 

Gli Italiani all’estero si riconoscono per la loro classe, perché le buone abitudini non si abbandonano quando si va via di casa. Una volta mi è stato detto che un italiano si può riconoscere dalle scarpe e, per un occhio esperto, probabilmente è così. Se volete la conferma, basta alzare gli occhi e vedere come questi uomini e queste donne camminano, guardarli con i loro orologi e con un’aria che dice “qui mi sento a casa, ma rappresento un’altra parte del mondo, un’altra parte del mondo che vi supera in eleganza”.

Allora, cari Italiani, se siete arrabbiati per le vostre divergenze o per la monotonia della vostra vita, fermatevi due minuti, seguite lo sguardo del primo turista – che sa meglio di voi dove guardare – e respirate un po’ l’aria mediterranea mentre pensate. Siate sorpresi dai vostri compatrioti che bevono il loro espresso in un sorso, con un gesto veloce. Provate a vedere il vostro paese nell’insieme con lo sguardo dei turisti che tanto vi infastidiscono e sentirete un po’ di meraviglia. E se non siete sempre convinti della bellezza pura che abita il vostro paese e il vostro popolo, chiamate vostra mamma – anche perché le mancate molto.

di Pauline Ries

 Grazie a Clara Cuonzo e a Lorenzo Mascioli

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