28. L’ultimo drago

“Papino, non potremmo legare uno di quegli sciocchi principini e lasciarlo al drago, e poi io potrei uccidere il drago e salvare il principe?”¹ L’ultimo drago (The Last of the Dragons) è una fiaba di Edith Nesbit (1858-1924), figura anticonvenzionale e prolifica autrice di romanzi, poesie e soprattutto testi per ragazzi. Tra questi ultimi, i romanzi più famosi sono quelli della serie dello Psammead (Five … Continua a leggere 28. L’ultimo drago

Perdita della prima lingua? Ecco come riscoprire la propria voce

Quando, poco tempo fa, un’ex-dottoranda mi ha chiesto di scriverle una lettera di referenze, mi sono trovata ad affrontare un problema inatteso. Si tratta di una persona meravigliosa e di una scienziata brillante, che qualunque datore di lavoro dovrebbe considerarsi fortunato ad assumere, e sono felice di scrivere una lettera che dica esattamente questo. Il problema sta nel fatto che il lavoro in questione è … Continua a leggere Perdita della prima lingua? Ecco come riscoprire la propria voce

La battaglia dell’islandese contro l’“estinzione digitale”

A differenza di molte altre lingue, quando necessita di una nuova parola, l’islandese raramente ne importa una. Al contrario, gli appassionati coniano un nuovo termine radicato nell’antico passato norreno della lingua: un neologismo che abbia l’aspetto, il suono e il comportamento dell’islandese. Per esempio, la parola islandese per computer è tölva, una combinazione di tala, che significa “numero”, e völva, “profetessa”. Un browser è vafri, … Continua a leggere La battaglia dell’islandese contro l’“estinzione digitale”

27. Hubert de Givenchy

“Dev’essere l’abito a seguire il corpo di una donna, non il corpo ad assecondare l’abito.” Se ci venisse chiesto di pensare a Audrey Hepburn, molto probabilmente lo faremmo immaginandola con indosso il tubino della scena iniziale di Colazione da Tiffany (1961). Un abito di raso nero, lungo fin quasi al pavimento, con uno spacco sul fianco e le spalle scoperte, abbinato a lunghi guanti neri … Continua a leggere 27. Hubert de Givenchy

I dieci migliori libri sul dimenticare

tempo di lettura: 5 minuti L’ironia dei libri sul dimenticare sta nel fatto che, in realtà, siano spesso sul ricordare. L’assenza di memoria, o la fallibilità della stessa, è il seme da cui si genera una storia. L’eliminazione della memoria attraverso la forza, la volontà o il procedere del tempo spesso si trasforma in un racconto sulla sua riemersione. I ricordi non sono resoconti accurati … Continua a leggere I dieci migliori libri sul dimenticare

Non uccidete la vostra lingua

Il mondo vorrà anche che parliate inglese per sembrare “global” o sofisticati, ma è proprio per questo che dovreste resistere e preservare la vostra lingua madre. Suzanne Talhouk parla arabo, la sua lingua madre, e si aspetta che gli altri parlanti arabi rispondano nella stessa lingua. Tuttavia vive in Libano, dove le conversazioni passano quotidianamente dall’arabo, all’inglese, al francese – e spesso l’arabo viene tralasciato rapidamente. … Continua a leggere Non uccidete la vostra lingua