Hip Hop as the Voice of Voiceless

“Hip Hop as the Voice of the Voiceless” non è un titolo originale. Non l’abbiamo inventato noi infatti, è il titolo della tesi di laurea di una ragazza che conosciamo: Giulia, che come tanti a fine mese celebrerà in Piazza San Marco la fine del suo percorso di studi qui a Ca’ Foscari. Giulia si laurea con un super voto in Lingue, Civiltà e Scienze del linguaggio. Nello specifico ha studiato Inglese e Portoghese. Io, che sono Anna, ho avuto modo di conoscerla in sede d’esame. L’ultimo esame, quello che dai un po’ sfinita e un po’ spavalda, perché sai che in fondo non può andare male: è l’ultimo. Uno di quegli esami che durano ore, durante le quali per forza di cose ti trovi a fraternizzare con chi condivide le tue sorti. Tra un ripasso disperato e una pausa caffè abbiamo cominciato a parlare del dopo, di cosa c’è nella nostra “to-do list” per laurearsi: così siamo finite a parlare di tesi. Io, dal canto mio, credevo di aver pensato ad una tesi attuale e “cool”, ma quando Giulia mi ha detto a cosa stava lavorando sono rimasta davvero colpita.
“Sono appassionata di Hip Hop e ho pensato che sarebbe interessante parlare del movimento #blacklivesmatter e di come l’hip hop lo abbia influenzato.”
Io, da persona noiosa quale sono, non conoscevo niente del mondo dell’hip hop. Solo qualche traccia inserita nelle colonne sonore di videogiochi come GTA (non giudicatemi, tutti ci hanno giocato prima o poi nella vita) o poco altro.

Dopo aver conosciuto Giulia mi sono resa conto che probabilmente molti di noi lavorano a tesi interessanti, lavori intrisi di passione e fatica, che tuttavia non vedranno mai la luce del giorno. Noi di Lingue non solo non dobbiamo discutere la tesi, non dobbiamo nemmeno stamparla. Finiamo di scrivere, sistemiamo l’impaginazione e inviamo un’email, alla quale seguirà un’altrettanto sterile noreply email del sistema. Per carità, abbiamo la cerimonia in Piazza San Marco, ma non c’è un vero momento  di chiusura del nostro percorso. Allora ho pensato che tutto sommato Radio Ca’ Foscari è nata come radio degli studenti per gli studenti, e allora perché non dedicare uno spazio al sudore dei polpastrelli di questi studenti?

A dirla tutta, la tesi di Giulia è la tesi perfetta per una trasposizione radiofonica: oltre all’attualità del tema ci fornisce una playlist da paura. Giulia infatti ha raccontato la nascita del genere nell’America degli anni ‘70, ha spiegato il contesto della nascita del movimento Black Lives Matter e ha analizzato alcune tracce dell’album “To Pimp a Butterfly” di Kendrick Lamar, rilasciato nel 2015 da Top Dawg Entertainment, Aftermath Entertainment e Interscope Records.
Se andassi avanti a scrivere vi priverei del piacere dell’ascolto, quindi vi invito caldamente a cliccare play e lasciare che il podcast parli per me.
Ultima cosa (poi davvero vi lascio ascoltare): se volete dare voce alle vostre tesi scriveteci, siamo sempre a caccia di idee!

Per ascoltare il podcast clicca qui!

 

di Anna Bovo

 

 

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