3. Il mezzo di circolazione più pericoloso del mondo

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Lasciamo per un momento la birra (non vi preoccupate, torneremo presto a questa deliziosa bevanda) per concentrarci su uno dei più grandi pericoli del vivere a Bamberga.

Potreste – ingenuamente – pensare che il traffico sia un grande disagio in una città dalle strade strette (nonostante gli ampliamenti barocchi e ottocenteschi): sensi unici, autobus, semafori, incroci, l’autostrada non troppo distante, senza contare che sembra che i tedeschi preferiscano passare tutta la vita in affitto pur di non rinunciare ad avere una Automobile. Il normale traffico cittadino prevede naturalmente le grandi marche tedesche, se possibile in versioni di lusso o fuoristrada, BMW, Audi, Mercedes, VolksWagen, Porsche, ma anche Tesla, Ferrari, Lamborghini, tutte spesso in versioni ibride o interamente elettriche. La cosa più vicina a una banale utilitaria che possiate avvistare sarà o un minisuv della Skoda o – per un qualche motivo a me ignoto – un’incredibile Fiat Punto d’importazione. Vedersi scivolare accanto uno di questi (splendidi) gattoni che ruggisce potenza potrebbe illudervi che siano queste le temibili belve della giungla da cui guardarsi girando per la città.

E invece no.

Il mezzo di circolazione più pericoloso del mondo, scoprirete visitando Bamberga, è la bicicletta. Forse dovrei specificare che quasi tutti (sottolineo: quasi tutti) a Bamberga possiedono almeno una bicicletta. La città è tappezzata di piste ciclabili, per cui agli incroci c’è una striscia di stop apposita, un secondo semaforo dedicato e corsie specifiche per la svolta, e la città è collegata con i paesi vicini attraverso percorsi ciclabili immersi nella campagna circostante. Ci sono parcheggi per le biciclette in tutte le sedi dell’università, per strada, in piazza, lungo le vie principali del centro a intervalli più o meno regolari, e, dove non ve ne sono, ce li si crea. Date le dimensioni di Bamberga, la bici è sicuramente il mezzo di spostamento più sensato, perché può passare nelle zone a traffico limitato, per le viuzze del centro, beh, ovunque.

E qui sta anche il problema. Il fatto che la bici sia il mezzo forse più diffuso, infatti, significa anche che il traffico ciclabile sia probabilmente il più intenso di tutti. Non lo direste, passeggiando ingenuamente lungo il marciapiede in Kapuzinerstraße, vero? Sembra che passi solo una bici ogni tanto… Provate allora a sfiorare con il piede la corsia della ciclabile alla vostra sinistra. Se potrete dire di avere ancora l’arto attaccato alla gamba dopo venti secondi, sappiate che siete stati benedetti da qualche atavica divinità pagana.

Il traffico ciclabile di Bamberga, infatti, non solo è il più intenso, ma è anche il più veloce. Le ciclabili sono normalmente a senso unico (tranne nei più ampi percorsi lontani dal traffico degli automezzi) e vi è una corsia per lato della carreggiata, parallela a quella del traffico normale. Il fatto che le corsie siano a senso unico evita potenziali collisioni con chi arrivi nell’altro senso e autorizza il ciclista ad andare molto, molto più veloce di quanto vi aspettereste. I sorpassi in bicicletta sono selvaggi: se la vecchina lì davanti va troppo lenta, il ciclista in arrivo farà di tutto per superarla prima di una collisione o di rallentare. Se voi, pedone, avrete l’ardire di ingombrare la corsia, sarete, nell’ordine:

  1. Avvisati con insistenti scampanellate che la vostra è stata la peggiore idea della settimana, se il ciclista di turno si sente magnanimo e pensa sia accettabile commettere una svista ogni tanto (altrimenti passate pure al punto 3);
  2. Avvisati a voce di togliervi dalla ciclabile, forse non vi siete accorti di essere un pedone, non una bicicletta;
  3. Insultati in colorite espressioni dialettali (che mi ricordano tanto i fantasiosi picchi veneziani) perché vi siete buttati in mezzo alla strada senza guardare e incuranti del fatto che avete costretto il ciclista a rallentare;
  4. Potenzialmente, nessuna delle precedenti: non avete speranze di sopravvivere per raccontare la vostra esperienza.

Che non pensiate, poi, di salvarvi in salita: le biciclette elettriche o con pedalata assistita permettono a chiunque di arrampicarsi fino in cima al Domberg, silenziosi come ninja. Non parliamo poi delle aree isolate dove non ci sono piste ciclabili. Se il ciclista si trova sulla carreggiata normale, le auto rispetteranno la sua presenza sulla strada in quanto veicolo, attendendo pazientemente (se non sta già facendo i 40km/h) prima che ci sia lo spazio per superarlo. Nelle aree pedonali del centro (il Grüner Markt o la Sandstraße), invece, dovete sempre avere l’orecchio teso per lo sferragliare di raggi. Siete avvisati.

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