HUMANS OF VENICE #38

ANNA: “Ciao! Io sono Anna e di solito sto dall’altra parte del registratore.”

ALICE: “Ciao a tutti, io sono Alice – cominciamo come in radio. Ci sarebbe anche Fracesca a completare il trio, ma oggi non è qui. Il nostro programma su radio Ca’ Foscari è…”

ANNA: “Le Zattere. Un programma di indagine delle idee, ha detto Francesca.”

ALICE: “Dobbiamo ancora capire bene cosa significhi, però…”

ANNA: “Però suona bene. Siamo partite proprio da un’idea: il suono. Cos’è il suono? È un’idea il suono? Ce lo siamo chieste, abbiamo cominciato a farci domande su domande, e quando non abbiamo saputo più rispondere da sole abbiamo chiesto ad altri. Le Zattere è nato come programma di inclusione: volevamo fare in modo che uno studente che ne sapesse più di noi venisse da noi spontaneamente (beata ingenuità) a dirci: io voglio parlare di questo. L’unica studentessa che si è presentata è stata Alice. All’inizio eravamo solo io e Francesca, un po’ in difficoltà con la gestione: arriva Alice, e ci dice che vuole scrivere gli articoli per il programma. Bene, c’è una pazza che vuole fare la cosa più noiosa in assoluto: ben venga!”

ALICE: “Il problema però non era risolto, perché ci mancava qualcuno che parlasse; ma almeno eravamo in tre invece che in due. Tre cervelli girano meglio. Abbiamo fatto una puntata intervistando gente in giro e chiedendo loro cos’è il suono. Poi Francesca ha trovato due personaggi molto interessanti: uno che suonava Bach alla chitarra e ci ha fatto un concerto in studio, che abbiamo registrato e usato come sottofondo per la trasmissione, ed Ermanno Antonioni, che ci ha parlato dell’origine della musica come genere autonomo.”

ANNA: “Cose interessantissime, tanto che uno può pensare: come faccio io a capire una cosa del genere? E invece no, Le Zattere è figo perché ti fa capire le cose, le mette a prova di scemo – o almeno ci proviamo, se ci riusciamo o meno sta agli altri deciderlo.

Noi siamo Humans of Venice? Nessuna di noi tre è di Venezia: io sono di Padova…”

ALICE: “Io di Vittorio Veneto, Francesca di Lecce. Però viviamo qui da più di tre anni, siamo state tutte quante adottate da Venezia e dall’Università.”

ANNA: “Ci siamo trovate un giorno, abbiamo preso coraggio e abbiamo deciso di fare radio, per motivi diversi.”

ALICE: “Quello che trovo io nella radio è un modo per mettermi alla prova, diverso da tutto quello di cui ho fatto esperienza qui all’Università. Puoi seguire corsi bellissimi, puoi dare esami importantissimi, ma a un certo punto arriva un momento in cui ti chiedi: che cosa sto facendo per davvero? Io la risposta ce l’ho: un po’ faccio la radio. È difficile, a volte è facile, sicuramente è divertente.”

ANNA: “Il programma è nato quando un giorno Francesca mi ha trovata triste e frustrata al bar di Zattere, perché mi annoiavo terribilmente. Mi ero resa conto che da quattro anni ero all’università e non facevo altro che studiare e sputare fuori conoscenze in sede d’esame. Facevo già radio ma era sempre la stessa cosa, cominciava ad annoiarmi un po’, non era più una sfida: lei mi ha proposto un’idea annebbiata del programma, e nei mesi successivi gli abbiamo dato una forma. Quindi per me Le Zattere è nato dal voler far qualcosa: l’Università è troppo spesso un esamificio, almeno io l’ho vissuta così. Non è difficile se entri nel meccanismo, sai cosa ti chiedono e lo fai senza troppa passione. Non ti viene mai chiesto niente di tuo, e io di questo sentivo la mancanza: mi mancava l’espressione personale. Se prendo un bel voto significa che ho studiato un certo numero di ore, ma non è un risultato mio.”

ALICE: “Qui invece, quando devi fare delle domande o parlare al microfono, devi mettere te stesso, non si scappa. Anche se in radio non ci si vede, noi siamo lì davanti e stiamo parlando con qualcuno. La cosa interessante sarebbe sapere perché Francesca fa radio.”

ANNA: “Francesca ti risponderebbe con un: uhm. Poi ritornerebbe alla tavola con una risposta molto articolata, in un italiano bellissimo da sentire, e forse direbbe che lei vuole lavorare nella cultura: comunicare cultura è il suo obiettivo. Il mio era fare qualcosa per davvero.”

ALICE: “Il mio era la presenza: esserci nel mondo, per rimanere un po’ filosofici. Lasciare un segno, fare in modo che qualcuno ti ascolti.”

Anna Bovo, Alice De Santis  e Francesca Sante gestiscono il programma su Radio Ca’ Foscari “Le Zattere”, di cui potete ascoltare i podcast cliccando qui.

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