#GreenDay

Dopo il rosa, è il turno del verde: verde come un prato, come la speranza, come una pietra preziosa. Dopo questo tuffo in un quieto bosco, immersi nella solitudine della natura, vi aspettiamo tra due settimane per una playlist più chiassosa: quella dell’impetuoso rosso!

VERDE FORESTA: Alle prese con una verde milonga, Paolo Conte  (Dario Caporuscio)

Pensando a quali canzoni potessero essere associate al colore verde, ho pensato fossero da evitare tutte le canzoni nelle quali il richiamo a questo colore fosse un po’ troppo scontato, e specialmente quelle con la parola “verde” nel testo o nel titolo. Tuttavia alla fine non ho resistito e mi sono buttato sulla verde milonga di Paolo Conte, uno dei suoi capolavori. La milonga è un’antica danza del Rio de la Plata, più lenta e malinconica del tango, ma è anche il luogo destinato alla ballo in Argentina. La canzone di Paolo Conte è un omaggio al grande chitarrista Atahualpa Yupanqui, una celebrazione dell’amore, della danza e della musica. Paolo Conte porta la milonga ad un ritmo più lento, esasperandone la vena malinconica: “così la milonga rivelava di sé molto più di quanto apparisse… la sua origine d’Africa, la sua eleganza di zebra, il suo essere di frontiera, una verde frontiera… una verde frontiera tra il suonare e l’amare, verde spettacolo in corsa da inseguire, fino ai laghi bianchi del silenzio”. (Ascolta su Youtube)

VERDE PRIMAVERA: Colcannon, Mary Black, (Chiara Caporuscio)

Il colcannon (dal gaelico cal ceannann, ovvero la testa bianca del cavolo) è un tipico piatto della tradizione culinaria irlandese: umile sfornato di verza e patate, è il simbolo di una cucina povera e casalinga. Nella canzone resa celebre dalla limpida voce di Mary Black, il colcannon scatena una serie di ricordi infantili, strettamente legati alla terra e alle tradizioni irlandesi e carichi di rimpianto per il tempo passato: la bambina che aiuta la madre a preparare il piatto, divertendosi a bucare con il dito la sommità della purea per lasciare spazio al “creamy flavoured butter”; la stessa bambina che porta la scatola contenente il piatto a scuola, per arraffarne di nascosto un boccone durante la lezione; e infine l’adolescenza, i primi corteggiamenti con i ragazzi lungo i sentieri nascosti dei leprecauni. Verde primavera è il piatto di colcannon, verde primavera è il colore dell’Irlanda. Ascolta su Youtube

VERDE ACIDO: A una donna, 99 posse (Marta Morelli)

Un colore amaro, che sporca la lingua e ti graffia in gola, come il testo di questa canzone nelle cuffie mentre in macchina vai al lavoro o vai al centro per studiare. L’amaro di un caffè andato storto, che ti lascia un groppone in gola, acido come il ricordo che ti porti sulle spalle da anni e che cerchi con tutta te stessa di sottovalutare per poter vivere bene. Violento. Senza compromessi. Un male che vuole ancora crescere nonostante tu abbia sviluppato la forza per schiacciarlo, una forza chiamata istinto di pura sopravvivenza che hai acquisito negli anni. Una coltre di nube tossica davanti agli occhi.
“Questa è la realtà / No, non cambierà se non ti dai una mossa”. Ascolta su Youtube

VERDE SPERANZA: St. Patrick’s Day, John Mayer (Paolo Bertini)

Il verde, banalmente, è il colore della speranza. In modo altrettanto inflazionato, viene inoltre associato al giorno di San Patrizio in quanto colore simbolo dell’Irlanda, dove tale ricorrenza è fortemente sentita e celebrata. E cos’è St Patrick’s Day di John Mayer, se non un inno alla speranza, l’ingenua certezza che l’avvicendarsi di stagioni e festività basti a preservare l’idillio di due nuovi innamorati? And we’ll both be safe ‘til St. Patrick’s Day. Ascolta su Youtube

VERDE BRILLANTE: La Pulce d’Acqua, Angelo Branduardi (Andrea Hallgass)

Il Verde della canzone di Branduardi è quello dell’erba giovane, appena spuntata, che troviamo nei boschi e nelle radure verso la primavera. Nella Canzone tutto è permeato da un costante senso di spensieratezza e di speranza: “…la pulce d’acqua, che lo sa, l’ombra ti renderà”; non c’è nessun dubbio, nessun rischio: è necessario “…cantare per farti perdonare…”. Verdi sono le note della chitarra con cui si apre il pezzo e quelle dell’oboe che si affaccia ogni tanto, verde è il tema gioviale che si ripete cantato dal cantautore e sostenuto dal suo violino, verde è la serpe – nonostante la triste fine che ha fatto – e verde è l’atmosfera naturalistica che dipinge la canzone. Un verde che rallegra, che ci fa pensare che ogni momento può essere superato, un verde che fa da cornice ad una canzone che esalta la bellezza della natura e la cura necessaria nei suoi confronti. Ascolta su Youtube


VERDE PRATO
All I Want Is You, Barry Louis Polisar (Rachele S. Bassan)

La canzone è verde prato perché è come riguardare quei disegni che si è fatti da piccoli con i pastelli a cera, pieni di colore, luminosi, un po’ ingenui. È un colore troppo carico per essere realistico, ma è così tenero: sembra tanto felice di aver trovato il proprio posto nel disegno, di potersi pavoneggiare entusiasta. L’arrangiamento semplice e le parole della canzone non fanno che acuire quel senso di assoluta convinzione che è tanto tipica dell’infanzia. Forse il cantante cerca di convincere un po’ anche se stesso, ma, dopotutto, per le sfumature meno brillanti c’è sempre tempo. Ascolta su Youtube

VERDE SMERALDO: Elle a Les Yeux Revolver, Marc Lavoine (Pauline Ries)

Questa canzone è un gioco di parole su “revolver” e “vert” (che significa “verde” in francese). Parla di una donna che ha gli occhi tanto verdi che il cantante non può evitare il suo sguardo: è come se lei fosse capace di “sparargli” con i suoi occhi. Anche se nelle varie strofe descrive la donna, il cantante torna sempre a parlare di questi occhi che l’hanno “ucciso”. Il tornello “Elle a les yeux verts” (Lei ha degli occhi verdi) diventa “Elle a les yeux revolver” (Lei ha degli occhi revolver). Il divertissement sta nel fatto che ‘vert’ e l’ultima parte di ‘revolver’ si pronunciano allo stesso modo in francese. Ascoltando provate ad immaginare degli occhi verdissimi che vi traffigono. Ascolta su Youtube

VERDE ERBA, Let her go, Passenger (Alexa Dapunt)

Lo immagino in un treno mentre guarda fuori dal finestrino, si sono appena lasciati, l’ha lasciata andare ma la ama ancora. Sta iniziando a nevicare, la neve ricopre i prati e lui si ricorda di giorni felici, loro due in estate a fare i pic nic sull’erba verde, la stessa erba che ora viene ricoperta da uno strato di ghiaccio. Ascolta su Youtube

 

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