Hiroshige al Museo d’Arte Orientale di Venezia

tempo di lettura: 4 minuti

Il Museo d’arte orientale di Venezia ospita una delle maggiori raccolte d’arte giapponese del periodo Edo (1603-1868) in Europa. Gli oggetti sono stati collezionati da Enrico di Borbone conte di Bardi, che dal 1887 al 1889 compì un lungo viaggio con la moglie Adelgonda di Braganza e un ristretto seguito visitando l’Indonesia, l’Asia sudorientale, la Cina e il Giappone acquistando così trentamila pezzi.

Con un soggiorno di circa sette mesi in Giappone Enrico riuscì a collezionare oggetti di ogni genere: armature da parata appartenute a signori feudali (daimyō) e a samurai, selle e staffe in lacca, una rara portantina per dama, dipinti su carta e seta, kimono finemente ricamati, vari oggetti in lacca, strumenti musicali e naturalmente stampe appartenenti ai più grandi maestri del genere ukiyoe.

Fra questi non poteva mancare Utagawa Hiroshige (1797-1858), uno dei più illustri esponenti dell’ukiyoe la cui fama può essere paragonata al rinomato Katsushika Hokusai (1760-1849) celebre per la sua grande onda di Kanagawa. La produzione di Hiroshige è molto variegata andando a toccare diversi generi quali: stampe di guerrieri (mushae), attori (yakushae), cortigiane e beltà femminili (bijinga), fiori, uccelli e pesci (kachōga o kachōfūgetsu), ventagli, surimono e libri illustrati (ehon). Ciò che però lo ha reso maggiormente noto è la stampa di paesaggio (fūkeihanga), che gli valse la fama in vita e anche dopo la morte. Celebri infatti sono le raccolte: Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō (Tōkaidō gojūsantsugi no uchi), del 1833, e le Cento vedute di luoghi celebri di Edo (Meisho Edo hyakkei), realizzate dal 1856 al 1858, insieme naturalmente a numerose altre.

All’interno di una così vasta produzione, il Museo ha attualmente esposto alcune meravigliose stampe che permettono di scoprire Hiroshige nella sua poliedricità.

Una di queste si trova nella raccolta intitolata: Cinquantatré stazioni [del Tōkaidō disegnate] a due pennelli (Sōhitsu gojūsantsugi), creata in collaborazione con un altro grande maestro di stampe, Utagawa Kunisada (1786-1865). Data l’abilità nel riprodurre i paesaggi a Hiroshige viene lasciato lo spazio quadrato delle vedute, mentre Kunisada si occupa della rappresentazione delle figure in primo piano. L’ottava stampa, Yui (inv. n. 3423), rappresenta la diciassettesima stazione con la baia di Suruga, dove risulta evidente l’utilizzo magistrale della tecnica dello sfumato definita bokashi, visibile nella parte scura dell’acqua che va verso la riva. In primo piano si notano invece le sorelle Shinobu, a destra, e Miyagino, a sinistra, famose poiché si narra che fossero state addestrate all’uso della spada dal maestro Yui per vendicare la morte del padre. Spettacolare è l’equilibrio e il bilanciamento dei due corpi che impugnano le armi con estrema disinvoltura.

In esposizione vi è anche la stampa intitolata Jakuren Hoshi (inv. n. 3242), facente parte della serie Confronto di cento poesie scelte da cento poeti a Ogura (Ogura nazorae hyakunin isshu), edita tra il 1845 e il 1846, che illustra i componimenti poetici della famosa raccolta di poesie compilata nel 1235 da Fujiwara Teika nella sua abitazione di Ogura a Kyoto. La stampa raffigura Yaegiri, famosa cortigiana che termina la sua vita in povertà, protagonista del dramma Komochi Yamanba redatto dallo scrittore e drammaturgo Chikamatsu Monzaemon. Hiroshige ritrae Yaegiri mentre uscendo di casa sente il canto di un suo vecchio amore. Ella indossa un kimono di carta (kamiko) che enfatizza la sua misera condizione, ma nonostante la semplicità dell’abito i colori e l’accuratezza dei dettagli la rendono comunque una donna di incredibile eleganza e raffinatezza. La storia della cortigiana viene abbinata ad una poesia di Jakuren Hōshi che parla del crepuscolo autunnale.

Insieme a queste due splendide opere, di particolare rilevanza sono anche le quattro stampe facente parti la serie Storia dei Soga (Soga monogatari zue). La serie era composta da una trentina di stampe pubblicate nel 1846-1847 dall’editore Ibaya Sensaburō e fu un modo del tutto innovativo di fondere le stampe di genere guerresco (mushae) a quelle di genere teatrale (yakushae). La storia della famiglia Soga era già famosa all’interno del teatro delle marionette (jōruri), nel teatro e nel kabuki, nonché conosciuta per essere innanzitutto il soggetto di un dramma letterario in dodici volumi che raccontava, appunto, la vicenda, avvenuta alla fine del XII secolo, dei due fratelli Soga (Gorō Tokimune e Jūrō Sukenari), desiderosi di vendicare la morte del padre avvenuta per mano di Kudō Saemon Suketsune finendo per sacrificare la loro stessa vita. Ryūkatei Tanekazu redige un testo dettagliato dove narra i fatti dell’avvincente storia della famiglia. Le scene rappresentate sono intense e cariche di pathos tanto da coinvolgere l’osservatore come se stesse prendendo parte agli avvenimenti illustrati. I colori brillanti, i dettagli dei movimenti, degli abiti e delle espressioni dei personaggi, insieme agli spettacolari paesaggi, non possono che emozionare e impressionare chiunque si trovi di fronte a tali opere.

È impossibile non rimanere stupiti e ammaliati di fronte a tanta abilità e maestria. La sala VIII del Museo d’arte orientale di Venezia ospiterà temporaneamente questi splendidi capolavori. Si prospetta un’occasione davvero unica di poter conoscere più a fondo la vasta produzione artistica del grande maestro Hiroshige e allo stesso tempo la storia e la cultura nipponica raccontata attraverso queste splendide stampe. Il Museo vi aspetta!

di Marta Molinari

Fonti:

  • Museo d’arte orientale
  • AA. VV., Hiroshige: da Edo a Kyoto, vedute celebri del Giappone: la collezione del museo d’arte orientale di Venezia, Venezia: Marsilio, 2014.
  • Herwig, Hank J. e Mostow, Joshua S., The hundred poets compared: a print series by Kuniyoshi, Hiroshige, and Kunisada, Boston: Hotei Pub., 2007.

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