O Castelo da Lousã

Cosa si fa di domenica se ci si trova a Coimbra e, anche se fino alle 9 farà fresco, sono previsti trenta gradi per il resto della giornata? La scelta è ampia, perché il Portogallo è relativamente piccolo, Coimbra anche, e con i trasporti pubblici tante mete diventano facilmente raggiungibili in una giornata. Potremmo andare a rinfrescarci nell’oceano scegliendo Figueira da Foz, oppure preferire Aveiro, la Venezia portoghese, oppure ancora optare per la frescura delle montagne. Questa domenica abbiamo scelto la terza opzione, si va a Lousã, una piccola aldeia di 140 km a 20 km da Coimbra e che deriva la sua fama dalla presenza di un castello e di piscine naturali.

Appuntamento a Coimbra Baixa, al portagem, la stazione, per intenderci. Prima di partire però facciamo tappa alla Pastelaria Briosa, che sforna meringhe giganti, pastéis de natas, guardanápios e tanto altro dal 1955. Una volta fatto il pieno di zuccheri e creme, si parte. Tre euro per il biglietto, un’ora di viaggio in un bus che, mentre sale sulle colline, ferma in tanti piccoli paesi dove chiunque scenda o chiunque salga dice “Adeus e boa viagem a todos” oppure “Bom dia a todos”. Ci sono due fermate a Lousã e siccome non siamo del posto, l’autista ci suggerisce quella giusta. Per ora vediamo solo supermercati, parcheggi, pastelarias e poche persone perché è domenica. Come raggiungere il Castello? Google Maps! Se non fosse che il segnale GPS viene interrotto dopo soli dieci minuti. Non c’è più campo! Come facciamo? Per fortuna le persone che incontriamo sono molto disponibili e ci indicano il cammino. 4 km in salita, sempre tra le colline. Una signora sospetta che ci perderemo perché la strada non è così scontata e chiede alle sue due nipotine, di 18 e 13 anni, di accompagnarci, anche se abitano dalla parte opposta. Noi siamo molto grati, grati di tutta questa gentilezza.

La salita è ripida, ma il paesaggio mozza proprio quel fiato che già ci manca. E dopo un paio d’ore, tanta fatica e delle pause fatte per immortalare questa grande bellezza, scorgiamo il bastione. È proprio il castello di cui abbiamo sentito parlare. Un’altra decina di minuti di salita e adesso sì che siamo arrivati. Su alcuni cartelli si legge la storia del castello di Lousã, conosciuto anche come il castello di Arouce e costruito sulla cima di un monte sul margine destro del fiume omonimo. Si pensa che risalga al 943, anno in cui Mestùlio, abate del monastero di Lourvao, firma un contratto con il Mozarabo Zuleima Abaiud. Il castello è un po’ piccolo e discreto, ma immaginiamo che dalla torre ci sia una vista di cui sicuramente ci ricorderemo. Tuttavia, la delusione segue molto presto: non si può salire, si può vedere solo da fuori. Mancano ancora le piscine, da lontano sentiamo i bambini tuffarvisi. C’è un andirivieni di persone che salgono e scendono portando tantissimo cibo per il pic-nic della domenica. Infatti, abbiamo fame anche noi e dovrebbe esserci un ristorante, Burgos, dove poter mangiare cibo locale prima di fare il bagno. La seconda delusione è che il ristorante è pieno e che soprattutto bisogna prenotare almeno una settimana prima. Noi siamo disperati perché quello è anche l’unico ristorante della zona e se vogliamo mangiare bisogna rifare altri 4 km. Ormai però l’abbiamo capito, la giornata sarà tutta delusioni e fortune. Infatti, una signora ci soccorre fornendoci il numero di una pizzeria che porta le pizze fino in cima alla montagna. Chiamiamo subito, saranno almeno 40 minuti di attesa, ma tanto è l’unica soluzione. Sono 5 euro a testa per una pizza succulenta e delle porzioni largamente generose. Per di più abbiamo avuto il dolce in omaggio.

La giornata finisce con un bagno nelle acque gelide della piscina che ci fa dimenticare che a Coimbra ci sono 30 gradi! Una bella camminata, una pizza deliziosa e una generosità umana che ci ha riempito il cuore. Portugal, Portugal, já penso no momento em que vou te deixar. Portugal, Portugal, já sei que vou ter saudade de ti!

 

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