Thanasis Valtinòs (Grecia) – INCROCI DI CIVILTÀ 2018

Thanasis Valtinòs è uno scrittore, traduttore e sceneggiatore greco. Valtinòs nasce a Carátula di Kinuría, in Arcadia, nel 1932. Dopo aver studiato Scienze Politiche, seppur per un breve periodo, e aver completato gli studi all’Accademia Cinematografica di Atene, si dedica ai più svariati lavori: serve come ufficiale delle riserve e svolge varie mansioni all’interno del Porto del Pireo. La fama arriva tra gli anni ’50 e ’60, quando alcune sue opere divengono note a livello nazionale e successivamente, negli anni ’70, anche internazionale, come testimonia il finanziamento ricevuto dalla Ford Foundation nel 1970, che gli consentì di viaggiare in Inghilterra, Germania e Stati Uniti.

Tra le sue opere di quel periodo, ricordiamo la più famosa: Il ritorno dei nove (Η κάθοδος των εννιά) scritto nel 1959, ma pubblicato dalla rivista Stagioni (Εποχές) nel 1963.  L’opera, un racconto di una trentina di pagine ambientato durante gli anni guerra civile in Grecia, racconta della fuga di nove guerriglieri comunisti, dalla catena montuosa del Taigeto alla volta del mare, nella ricerca di sfuggire alla morsa delle truppe governative del LOK. I protagonisti affrontano le avversità della guerra, che si manifestano sotto forma di trappole, imboscate e tranelli.  La discesa assomiglia ad una vera e propria catabasi infernale, dove l’inferno, in questo caso, è proprio la guerra civile, che si mostra in tutta la sua crudezza e ferocia.  Non si creda però che i guerriglieri siano gli eroi di questa discesa negli inferi: sono anch’essi parte di quel mondo spregiudicato. Ciò nonostante, un senso di umanità trova il suo spazio in più di un frangente e dà respiro ad una condizione che, altrimenti, sarebbe di totale tensione.

Tra il 1960 ed il 1991, Valtinòs scrive anche dodici storie brevi dal titolo Troverai le mie ossa sotto la pioggia, (Θα βρείτε τα οστά μου υπό βροχήν), che raccontano l’esodo di tre generazioni di Greci: dall’Asia Minore alla Grecia nel 1923 a seguito della dissoluzione dell’impero Ottomano, dalla Turchia alla Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale e dalla Grecia verso l’Europa Occidentale durante la dittatura dei Colonnelli dal 1967 al 1974.

Nel 1985, Valtinòs scrive Blu scuro quasi nero, (Μπλε βαθύ σχεδόν μαύρο), un’opera che, secondo Jane Assimakopoulos e Stvaos Deligiorgis, curatori della traduzione americana pubblicata nel 2000 dalla North Western University Press, ribalta completamente l’idea tradizionale di novella. L’opera consiste in un lungo monologo, dove la narratrice ripercorre la propria vita ad Atene, partendo dagli aspetti più quotidiani, come l’insonnia, e toccando temi più intimi, quali la propria giovinezza e i suoi tre matrimoni falliti.

Valtinòs, come già accennato, si cimenta anche nella scrittura e traduzione di opere teatrali oltre che nella redazione di sceneggiature cinematografiche. Tra le traduzioni più note, si ricordano la tragedia le Troiane (Τρώαδες) di Euripide e l’Orestea (Ὀρέστεια) di Eschilo presentate al Teatro d’Arte di Epidauro tra il 1979 e il 1980. Per quanto riguarda il cinema, Valtinòs collabora con Theodoros Angelopoulos alla sceneggiatura del film Viaggio a Kythira, presentato al Festival di Cannes nel 1984, dove vince il premio proprio per la miglior sceneggiatura.

Tra le altre cose, Valtinòs ha ricoperto il ruolo di direttore generale della radio-televisione greca ERT tra il 1989 e il 1990, ed è stato presidente dell’Hellenic Cinema Center. È, inoltre, membro dell’Accademia di Atene e dell’Accademia Europea delle Scienze e delle Arti.

I lavori di Valtinòs raccontano in modo esemplare la Grecia e i greci, senza eroismi o illusioni, e per questo motivo noi consigliamo di leggere Il ritorno dei nove (edito da Crocetti), come opera che, forse più di altre, riesce a trasmettere questo concetto di umanità, che risalta proprio a causa del contrasto con l’atrocità della guerra civile. Se volete, infine, respirare un po’ di Grecia a Venezia, vi consigliamo una visita alla Chiesa di San Giorgio dei Greci nel sestiere di Castello. La chiesa è infatti una cattedrale ortodossa ed il suo suolo appartiene allo Stato greco in quanto proprietà dell’Istituto di Cultura Greca.

 

Thanasis Valtinòs sarà ospite a Incroci di Civiltà sabato 7 Aprile alle 10:00 (Fondazione Querini Stampalia). L’autore converserà con Caterina Carpinato e Francesca Zaccone, una dei suoi traduttori italiani. Per maggiori informazioni sull’evento, potete visitare la pagina web di Incroci.

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