EXPO 2015: arte, cibo e tecnologia da tutto il mondo

La mia avventura è iniziata alla grande: due ore e mezza di coda fuori dal padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Ammetto che, mentre avanzavo a piccoli passi seguendo l’andamento lento e serpeggiante delle persone, avevo il costane timore che la mia esperienza EXPO si sarebbe rivelata emozionante quanto quella di un anziano in posta, in banca o in comune. Nonostante il traffico umano che ho dovuto affrontare, tra l’altro, per due giorni di fila, sono riuscita lo stesso ad assaggiare i padiglioni più piccoli e gustarmi ampie portate di quelli che negli ultimi giorni godevano della fama di essere i migliori. Ho pensato, pertanto, di raccontare la mia esperienza proprio come l’ho vissuta: per singoli padiglioni suddivisi tra loro da ampi intervalli. In altre parole, a puntate. Inoltre, ci terrei a specificare che questo mio lungo pensiero va inteso, appunto, come del tutto soggettivo, apertamente informale, assolutamente contestabile e soprattutto incompleto, dal momento che per ogni padiglione si potrebbero scrivere opinioni persino più lunghe delle code per entrarvi.

E allora iniziamo, procedendo per ordine. Come vi ho anticipato, l’abbuffata è cominciata con gli Emirati Arabi Uniti: la macchina del deserto. Lo ammetto, le ore di coda ne sono valse la pena. Una simpatica speaker dall’atteggiamento sprizzante e la voce squillante, vagamente simili a quelli di un’animatrice per villaggi turistici, aspetta i visitatori alla soglia dell’entrata per spiegare loro come si suddividerà la visita. Una volta entrati, “l’introduzione” al mondo degli UAE è data da box interattivi che, attraverso ologrammi e video, mostrano gli aspetti salienti della loro cultura: i benefici segreti dei datteri, il valore spirituale del Ramadan, e, infine, il valore, decisamente più pratico e materiale, del petrolio.

Dopodiché, ha inizio lo spettacolo (in tutti i sensi!): i visitatori vengono fatti accomodare in una sorta di mini sala da cinema dove assistono al cortometraggio che ha reso il padiglione degli Emirati Arabi Uniti uno dei più gettonati. Il video mostra la magica storia di una ragazzina, Sara, che, teletrasportandosi indietro nel tempo, realizza il sogno dei suoi e di molti altri nonni di vedere come se la sarebbero cavata i nipoti “ai loro tempi”. Ebbene, il viaggio serve a Sara – e indirettamente agli spettatori – per realizzare le difficoltà che in passato i paesi desertici hanno dovuto affrontare per avere a disposizione una fonte ormai data per scontata: l’acqua. Tornata dal passato, la piccola protagonista si proietta letteralmente nel presente: il video continua infatti con l’ologramma della ragazzina che riassume in breve le sfide che il pianeta sta affrontando e affronterà in futuro ed i provvedimenti presi dagli UAE a riguardo.

Per concludere, il padiglione degli Emirati Arabi ha sicuramente puntato molto sull’aspetto scenografico, dato dal video e dagli ologrammi, a discapito di quello interattivo. Tuttavia, data l’attenzione e la fama ottenute, sembra che il pubblico sia rimasto soddisfatto nonostante una partecipazione passiva.

di Ginevra Gatti

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