Erasmus? Ja, bitte!: Münchner Residenz

Proprio nel centro storico di Monaco sorge la residenza della dinastia dei Wittelsbach, la Münchner Residenz, un edificio che dall’esterno attira più per la sua imponenza che per la sua bellezza, ma che all’interno custodisce meraviglie artistiche per questo motivo forse inaspettate. Per secoli, la Residenz è stata il centro politico e culturale dei duchi di Baviera, poi dei principi elettori (dal XVII secolo) e dall’Ottocento dei Re di Baviera. Nel corso degli anni, l’edificio fu usato per vari scopi (principalmente come residenza e sede politica) e perciò subì molte variazioni anche dal punto di vista architettonico a seconda del gusto di ogni singolo regnante.

Domenico Quaglio, “Il lato nord della Residenza nel 1828”, Neue Pinakothek, Monaco

Costruita alla fine del XIV secolo, la Residenz nacque come fortezza e, circondata addirittura da un fossato, dava rifugio al duca in caso di minaccia. Le prime modifiche cominciarono con il duca Guglielmo IV, che commissionò, tra l’altro, anche il primo dei dieci cortili della Residenz, l’Hofgarten.
La Residenza non aveva solo lo scopo di ospitare la dinastia al potere, ma anche le opere d’arte che i vari sovrani possedevano e, per questo motivo, venne creata la Kunstkammer. Le collezioni, però, crebbero con gli anni e si dovette quindi costruire nella seconda metà del XVI secolo l’Antiquarium, una delle più belle stanze ancora oggi visitabile e nota come la più grande sala in stile rinascimentale a nord delle Alpi.

Antiquarium

Qualche anno dopo viene realizzato anche il Grottenhof, o cortile delle grotte, chiamato così per la parete di roccia e tufo decorata con fontane e conchiglie.

Grottenhof

Per volere del duca Massimiliano I i vari edifici furono collegati e fu costruita la Maximilianische Residenz, dove si possono trovare, oltre agli appartamenti privati anche le due cappelle Hofkapelle e la Reiche Kapelle.
Nel XVII secolo vengono aggiunte altre stanze, tra cui il grande salone chiamato Kaisersaal e l’Herzkabinett, il cui nome deriva dai motivi a forma di cuore sul soffitto (Herz significa infatti cuore); oppure la Grüne Galerie, ossia la galleria verde e lo Spiegelkabinett, una stanza stupenda con le pareti ricoperte di specchi e di decorazioni dorate.

Reiche Kapelle

 

 

 

 

Grüne Galerie

 

Spiegelkabinett

 

Reiche Zimmer

Risalente al XVIII secolo è, invece, la Ahnengalerie, la galleria degli antenati, contenente più di 100 ritratti di membri del casato di Wittelsbach fino all’ultimo re di Baviera Ludovico III, destituito nel 1918. Questa collezione di ritratti serviva per evidenziare la discendenza da una stirpe importante e, infatti, tra gli antenati compare anche Carlo Magno.

Ahnengalerie

Sempre all’interno del complesso della Residenz, si trova il Residenztheater, chiamato anche Teatro Cuvilliés dal nome dell’architetto. È un teatro all’italiana in stile rococò, riservato all’uso della corte e utilizzato anche come salone per le feste. Con il passare degli anni perse un po’ la sua importanza, perché proprio di fianco alla Residenz fu costruito il Nationaltheater. Il Residenztheater fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma i palchi furono messi al sicuro prima dei bombardamenti. Oggi, infatti, si può ancora ammirare e rimanere stupiti dalla bellezza e dalla ricchezza di questo piccolo teatro, dove tutti i drappi sui palchi e i sipari sembrano di stoffa, e invece non sono altro che illusioni.

Residenztheater

Fra il 1825 e il 1842 la Residenz raggiunse l’estensione odierna, che comprende dieci cortili e tre strutture principali. Oggi sono visitabili 130 locali e sono esposte anche collezioni di porcellane, miniature, reliquie e argenti. In realtà, molti ambienti della Residenz sono praticamente sempre stati visitabili, tanto che nel 1897 fu pubblicata addirittura la prima guida alla Residenza di Monaco.

Altra piccola curiosità: nella famosa Sala dei Nibelughi vennero ospitate durante la Prima guerra mondiale le donne incaricate a fabbricare i vestiti per i soldati al fronte.
Nella Seconda Guerra Mondiale, invece, la Residenz fu gravemente danneggiata, anche se, come successe con il Residenztheater, fortunatamente molti mobili e decorazioni furono messi in salvo.

di Camilla Nardelotto

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