st-mary-magdalene-church-croome

19. L’uomo che plasmò l’Inghilterra

Lancelot Brown venne battezzato a Kirkharle nel 1716, quinto dei sei figli di William Brown e di sua moglie Ursula. Inizialmente lavorò come aiuto giardiniere nella tenuta dove erano impiegati i suoi genitori, Kirkharle Hall, ma nel 1742 ottenne un posto a Stowe, nel Buckinghamshire, dove William Kent si stava occupando del parco della tenuta. Se Kent fu il primo architetto a rendere alla moda il giardino pittoresco (picturesque), è però a Lancelot Brown che ne dobbiamo la vera fama.

Kent aveva iniziato a proporre dei giardini progettati secondo il principio di naturalness (spontaneità, semplicità, naturalezza) suggerito da scrittori quali Alexander Pope. Un paesaggio apparentemente spontaneo veniva strutturato in modo da mettere in risalto punti di interesse quali tempietti, scorci su finte rovine, sulla casa padronale – in una parola, pictures. Questo tipo di giardino si contrapponeva a quello del giardino formale di modello francese, che prevedeva un uso “architettonico” della vegetazione, organizzata in geometrie simmetriche e concretamente scolpita  con cespugli e siepi. Anche Brown partiva dai presupposti di Kent, ma i suoi lavori sono su ben altra scala.

Il paesaggio da lui proposto voleva sì riprodurre un’apparente spontaneità della vegetazione e del terreno, ma questo effetto veniva ottenuto spianando interi rilievi o creandone di nuovi, per dare un andamento ondulato alla linea dell’orizzonte, e anche i grandi laghi che si trovano nelle tenute da lui curate sono molto spesso di origine artificiale. A proposito dei laghi bisogna sottolineare che, se di fatto il lago era unico, la suggestione che Brown ricercava era quella di più specchi d’acqua o addirittura quella di un fiume sinuoso che attraversava la tenuta. Intorno all’acqua, poi, e attraverso il parco veniva dipanato un percorso strategicamente panoramico attraverso una serie di zone – di fatto separate da ha-ha ma all’occhio in naturale continuità – che offrivano eleganti scorci sull’acqua, sul parco, sulla tenuta, su tempietti o rovine appositamente collocati per ottenere un effetto scenografico. Ogni albero, ogni arbusto, ogni pianta – senza contare il terreno stesso – era accuratamente disposto per garantire viste eleganti e, ove possibile, mozzafiato, in linea con lo spirito romantico che andava formandosi nella coscienza europea (A Philosophical Inquiry into the Origin of Our Ideas of the Sublime and Beautiful è del 1757). Brown intraprese anche studi di architettura per poter, come nel caso di Croome Court, armonizzare anche l’abitazione stessa al paesaggio. Il risultato finale dei suoi lavori è quello di un’armonia naturale e priva di ovvie simmetrie, dove l’artificio è magistralmente celato allo sguardo.

Un elemento particolarmente interessante del lavoro di Brown è il fatto che esso rifletta una visione della società molto diversa da quella ricollegata al giardino alla francese, e anche in questo senso esso viene spesso proposto come l’antitesi di quello di André le Nôtre, che progettò i giardini formali di Versailles. La nobiltà inglese era diversa sotto molti aspetti da quella francese, ma in questo ambito ci limiteremo a sottolineare come non si trattasse di una nobiltà rigorosamente incasellata in un sistema di corte come avveniva a Versailles, ma di nobili che amavano vivere privatamente le proprie tenute di campagna (in cui effettivamente risiedevano per lunghi periodi), ammirandole dalle finestre, passeggiandovi, attraversandole a cavallo. Brown lavorava sempre dietro commissione di privati, e adattava il proprio lavoro alle richieste di questo sistema sociale.

Brown rimase a lungo impiegato a Stowe, ma il fatto che guidasse personalmente i tour della tenuta gli garantì visibilità, e ben presto divenne l’architetto paesaggista più richiesto d’Inghilterra. Soprannominato poi Capability Brown, pare per il suo sostenere che ogni proprietà avesse delle great capabilities, delle potenzialità, si stima abbia lavorato a oltre 170 parchi, di fatto plasmando il territorio inglese e nella pratica e nell’immaginario europeo. Divenne tanto rinomato da essere nominato capo giardiniere a Hampton Court da re Giorgio III (1764). Morì a Londra nel 1783.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.