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Una maturanda che è riuscita ad entrare in tutte le otto università della Ivy League ci svela quale sia il principale fattore del suo successo

Traduzione dell’articolo di Abby Jackson, 6 Aprile 2016

La maturanda Augusta Uwamanzi-Nna ha scoperto la scorsa settimana di essere stata accettata in tutte le otto scuole della Ivy League.

Non attribuisce il risultato esclusivamente ai propri voti, sebbene come valedictorian – ovvero la migliore del suo anno – abbia sicuramente credenziali di primo piano.

Il fattore su cui ha posto l’accento come essenziale per il proprio successo è la tenacia, a suo parere deducibile in modo particolare dal suo approccio alla ricerca scientifica.

Per dimostrare questa qualità, parte da un progetto di ricerca di ingegneria civile su cemento e calcestruzzo che aveva cominciato alle superiori. Uwamanzu-Nna avrebbe voluto studiare la meccanica dei fluidi partendo dalla misurazione della forza dei campioni, ma la scuola non aveva la strumentazione adeguata per un tale lavoro.

“Mi sono dovuta arrangiare ed usare i bilancieri della sala pesi della mia scuola per misurare la forza dei campioni” dice.

Ha presto compreso che, se avesse voluto finire le proprie ricerche, avrebbe dovuto trovare un vero laboratorio in cui lavorare. Ha fatto domanda durante l’estate tra il secondo ed il terzo anno, quando sperava di lavorare in un laboratorio di ricerca alla Columbia University.

È rimasta delusa dal rifiuto ricevuto, ma ha trovato una soluzione temporanea in uno stage alla scuola di ingegneria della NYU. Il laboratorio della Columbia, comunque, rimaneva la sua prima scelta.

Così, imperterrita, è rimasta in contatto con i ricercatori del laboratorio della Columbia ed è stata finalmente accettata a lavorare per loro l’estate seguente.

“Il capo ricercatore della Columbia era molto impressionato dalla mia tenacia, dalla mia perseveranza e dal fatto che avessi 16 anni e facessi ricerca su cemento e calcestruzzo.” dice.

Infatti, quell’estate fu la più giovane ricercatrice nel laboratorio, dato che lavorava tra studenti di master e dottorandi.

Crede che il suo spirito di perseveranza sia stata la chiave che l’ha portata ad essere accettata dalle otto università.

“Come studentessa delle superiori, ciò che spiega veramente il mio recente traguardo è il fatto che abbia trovato qualcosa di cui fossi appassionata” afferma “e il non aver avuto paura di uscire dalla mia comfort zone.”

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