Premio Strega 2023: Le perfezioni di Vincenzo Latronico. Perfezione maledetta

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Tutti volevano un po’ di bellezza, intesa come una posizione unica in un sistema di differenze.

Anna e Tom sono due ragazzi, giovani come noi, pieni di aspettative e speranze nei confronti del mondo ma che devono fare i conti con la realtà dei fatti; due laureati che hanno lasciato l’Italia per trasferirsi in Germania, a Berlino, alla ricerca di un futuro migliore o forse solo della vita che tutti noi ci siamo immaginati fin da bambini.

Anna e Tom sembrano fare parte di una categoria privilegiata: quelli che ce l’hanno fatta. Sono coloro che sono riusciti a trasformare la loro passione in un lavoro, coloro che vivono in una metropoli e non in un paesino di campagna, che visitano mostre, musei e incontrano persone nuove ogni giorno… Ma è davvero tutto così idilliaco come sembra?

Ben presto un altro trasloco si palesa, l’eventualità di lasciare il piccolo monolocale accuratamente e perfettamente disordinato diventa realtà, gli amici di tutti i giorni tornano in patria, mentre i quartieri vengono riqualificati e i vecchi centri di ritrovo svaniscono. La realtà sembra sgretolarsi pezzo dopo pezzo e le sicurezze si affievoliscono finché il riflesso nello specchio non rappresenta più chi siamo.

Chi siamo noi? A quale realtà apparteniamo? Noi nati come la generazione “perfetta” ma che di perfetto ha ben poco. Siamo i figli della crisi, ma nati dai figli del boom; siamo cresciuti a pane e aspettative ma ora ci vediamo portare via il futuro in un soffio; siamo figli del progresso ma ci troviamo immobili davanti a un mondo che regredisce.

È proprio questa l’immagine che lasciano le lunghe descrizioni di Vincenzo Latronico: l’immagine di una realtà apparente, fatta di foto su Instagram e miniappartamenti perfettamente arredati ma che sotto sotto non saranno veramente mai casa tua. Una realtà piena che è in realtà vuota; una realtà fatta di mille oggetti, ma di poche parole; una realtà rimpinzata da centinaia di persone, ma nessuna che valga la pena di vedere davvero.

Centinaia e centinaia sono le parole spese da Vincenzo Latronico per trasmettere ai lettori un messaggio ben preciso: la perfezione è maledetta e la sua ricerca è destinata a fallire, tentativo dopo tentativo. Forse proprio questa consapevolezza spinge Anna e Tom a partire ancora una volta. Berlino non è più abbastanza. Berlino non è più la metropoli dei grandi sogni. Berlino è una realtà stretta, o meglio costretta. Loro si sentono costretti, stretti da una morsa che non li lascia respirare. E quando la costrizione diventa intollerabile ciò che ci rimane è partire. Partire per scoprire cose nuove o forse per scoprire sé stessi, che poi in fondo è la stessa cosa, no? È proprio in questo viaggiare frenetico e nell’appartenenza alle associazioni di volontariato internazionali che Anna e Tom si oppongono ostinatamente alla perfezione delle aspettative: quelle dei loro genitori ma anche quelle verso sé stessi, che per quanto ci provino non saranno mai soddisfatte. 

Anna e Tom sono due che si buttano: si buttano nel vuoto, verso il futuro, verso il cambiamento, verso la novità e lo fanno con una forza travolgente che non lascia spazio alla paura e che è testimone di un amore forte e solido, cresciuto giorno per giorno, nella difficoltà della quotidianità e nell’imprevedibilità del cambiamento.

Durante tutta la narrazione, Vincenzo Latronico ci racconta la storia di due giovani qualsiasi, Anna e Tom, che sono però lo specchio della nostra società, il riflesso delle nostre vite e lo sguardo interiore che porta alla riflessione.

di Maria Stella Burgio

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