Erasmus? Ja, bitte!: le Olimpiadi del 1972

Monaco di Baviera non è assolutamente una di quelle città piene di grattacieli e di locali rooftop che ti regalano panorami metropolitani mozzafiato; anzi, lo skyline di Monaco è abbastanza regolare.
A nord del centro storico, però, si possono distinguere dei palazzoni alti, moderni, alcuni di vetro. Uno è l’Hochhaus Uptown München, che con i suoi trentotto piani rappresenta l’edificio più alto della città ed è riconoscibile anche per la scritta O2, simbolo di una delle più diffuse compagnie telefoniche in Germania.
Un pochino più a est, invece, svetta il palazzo sede principale da molti anni della BMW, chiamato in tedesco BMW-Vierzylinder, ossia “Quattro cilindri”, proprio per la sua forma particolare.
E tra l’Hochhaus Uptown e la torre della BMW? Ecco una distesa verde, con delle costruzioni un po’ strane, poi un lago, e infine delle casette di cemento con il tetto verde di erba circondate da altri palazzoni.
Insomma, benvenuti al parco olimpico!
Costruito in occasione delle Olimpiadi del 1972, l’Olympiapark è utilizzato ancora oggi sia come parco pubblico per una bella passeggiata sia come sede di eventi. Dove ai tempi sorgeva il villaggio olimpico con gli alloggi degli atleti, oggi sorge un quartiere residenziale (quasi un paese!) con tutte le comodità, dal supermercato all’asilo, dalla lavanderia agli studi medici, dalla palestra al panificio. Tra questi edifici e l’inizio del parco, ecco noi studenti, sistemati sia nei cosiddetti bungalows (quelli che prima ho chiamato “casette di cemento con il tetto verde di erba”), sia come nel mio caso in monolocali nell’alto palazzo di vetro e cemento.

I bungalows degli studenti visti dall’alto; a sinistra il parco; in lontananza l’Hochaus Uptown München
Il villaggio olimpico oggi

In cinque minuti a piedi si arriva quindi nel parco olimpico, le cui strutture costruite appositamente per le Olimpiadi del 1972 sono ancora utilizzate. Tra queste, l’Olympiastadion, lo stadio olimpico sede sia di competizioni sportive (è stato, tuttavia, sostituito per le partite del Bayern Monaco dall’Allianz Arena) sia di eventi, come per esempio concerti. Subito di fronte vediamo il palazzetto chiamato Olympia Halle e un po’ più in là l’Olympia Schwimmhalle, ossia la piscina olimpica aperta ancora oggi e importante nella storia delle Olimpiadi per il record di sette medaglie d’oro del nuotatore statunitense Mark Spitz (battuto soltanto da Micheal Phelps nel 2008 a Pechino).

Troviamo poi il palazzetto del ghiaccio, dove gioca la squadra di hockey EHC Red Bull München, e anche il Sea Life. Superando il lago chiamato Olympiasee, si può scalare l’Olympiaberg, una collina artificiale costruita con le macerie dei bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale. Si arriva così ad un punto panoramico che permette di vedere, da un lato, l’intero parco olimpico, e dalla parte opposta in lontananza il centro storico di Monaco e in giornate particolarmente lipide anche le Alpi.
Altro punto panoramico del parco e uno tra i simboli della città è l’Olympiaturm, ossia la torre della televisione, inaugurata nel 1968 e alta circa 290 metri. Vicino all’entrata dell’Olympiaturm si trova anche una piccola Walk of Fame con le impronte e gli autografi di star sia tedesche che internazionali, come i Kiss, Bon Jovi, Elton John, Aerosmith, Snoop Dogg…ed Eros Ramazzotti!

L’Olympiasee e a destra il punto panoramico sulla collina
La vista dall’Olympiaberg (da sinistra: Olympiastadion, Olympiahalle e Schwimmhalle, Olympiaturm)

Tuttavia, il villaggio olimpico è famoso, purtroppo, anche per il cosiddetto Massacro di Monaco, attuato proprio durante le Olimpiadi estive del 1972 da un commando dell’organizzazione terroristica palestinese chiamata Settembre Nero. Lo scopo era prendere in ostaggio gli atleti israeliani da scambiare poi con dei prigionieri palestinesi. Le cose andarono però diversamente e dall’idea di ridare alla Germania un’immagine positiva, con dei Giochi in un’atmosfera rilassata e soprattutto lontana dal ricordo delle Olimpiadi nella Germania di Hitler, si passò ad una situazione tragica ancora oggi molto sentita.
Alle 4 del mattino del 5 settembre 1972 i terroristi arrivarono al villaggio olimpico con i borsoni pieni di armi e travestiti da atleti; per questo motivo forse, la squadra americana, che pure stava tornando a quell’ora, li aiutò a scavalcare la recinzione (proprio per l’immagine che si voleva dare a questi Giochi, anche la sicurezza spesso chiudeva un occhio). Armati, i terroristi riuscirono a irrompere nella palazzina numero 31 di Connollystraße, l’alloggio della squadra israeliana. Presero in ostaggio nove atleti e ne uccisero subito due. Tra quelli che riuscirono a fuggire, uno raggiunse una troupe televisiva statunitense che, tuttavia, anche vedendo le sue condizioni, non lo capì e non lo prese sul serio. È grazie ad una signora delle pulizie, che avvertì la sicurezza di aver sentito degli spari, che la situazione venne affrontata per quello che era. Una volta avvistato un individuo incappucciato e il cadavere di un atleta, non c’erano più dubbi.
Alle 5 del mattino i terroristi dettarono le loro condizioni: in cambio degli ostaggi volevano la liberazione di più di duecento prigionieri delle carceri israeliane, la liberazione di alcuni terroristi detenuti invece in Germania e anche alcuni aerei per poter scappare. Il primo ministro israeliano rifiutò qualsiasi tipo di trattativa e solo verso sera i terroristi e gli ostaggi vennero fatti salire su un elicottero per essere trasferiti all’aereo che sarebbe servito per lasciare la Germania. Si trattava però di una trappola della polizia e, una volta capito di non avere scampo, i terroristi uccisero tutti gli ostaggi. Nell’operazione morirono cinque terroristi e anche un poliziotto, mentre gli altri tre terroristi furono arrestati.
Le Olimpiadi furono sospese solo per un giorno per commemorare le vittime e il fatto che non vennero annullate provocò molte proteste.

L’alloggio della squadra israeliana al numero 31 di Connollystraße

A 45 anni dal Massacro di Monaco è stato inaugurato un nuovo memoriale, con video, foto e spiegazioni molto dettagliate e in ordine cronologico di tutti gli eventi.
Per chi fosse interessato, esistono anche dei film su questo attacco terroristico, tra cui il più nuovo, del 2005, diretto da Steven Spielberg e intitolato “Munich”, racconta soprattutto gli eventi che seguirono il massacro.

Il nuovo memoriale
I tramonti sull’Olympiapark

L’Olympiasee

di Camilla Nardelotto

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