Erasmus? Ja, bitte!: L’università e i fratelli Scholl

Lunedì 29 gennaio 2018, nell’atrio della Ludwig-Maximilians-Universität (LMU) di Monaco di Baviera, sono comparsi una macchina da scrivere e un sassofonista.
Ormai gli studenti non si stupiscono più: il famoso atrio dell’università ospita ogni anno tantissimi eventi, tra cui concerti, ricevimenti o come in questo caso la commemorazione di un evento storico.
Settantacinque anni fa, infatti, venivano condannati a morte Hans e Sophie Scholl, insieme ad altri membri della Weiße Rose (in italiano la Rosa Bianca), ossia un gruppo di studenti che si oppose al regime nazista in maniera non violenta. Ed è proprio nell’atrio della LMU, dove ogni giorno passiamo per andare in classe, che i fratelli Scholl vennero arrestati nel 1943 per aver distribuito i cosiddetti Flugblätter, i volantini contro la dittatura nazista. Infatti, la macchina da scrivere comparsa ieri in università altro non era che la macchina da scrivere originale usata dai fratelli Scholl per i Flugblätter, collegata per l’occasione ad un altoparlante che faceva risuonare il ticchettio dei tasti in tutto l’atrio. Gli studenti erano invitati a sedersi, provare la macchina e partecipare alla trascrizione dei volantini.

La macchina da scrivere originale dei fratelli Scholl e le trascrizioni dei Flugblätter

 

Ma apriamo prima una piccola parentesi sull’università. La cosiddetta LMU fu fondata a Ingolstadt (una città vicina a Monaco) nel 1472 dal duca Ludwig IX, venne spostata poi a Monaco nel 1826 dal principe elettore Maximilian I e nel 1840 la sede principale divenne quella che ancora oggi si trova a una decina di minuti a piedi da una delle principali piazze di Monaco. Nella Seconda Guerra Mondiale l’università fu praticamente rasa al suolo (per farci un’idea, un terzo dei libri della biblioteca universitaria furono distrutti).
Oggi, con i suoi 50 000 e più studenti, la LMU è la seconda più grossa università della Germania oltre che una delle più buone, e ha addirittura “sfornato” ben 34 detentori del premio Nobel.

La sede centrale della LMU si affaccia sulla Geschwister-Scholl-Platz

 

Negli anni del nazismo molti professori, soprattutto ebrei o contrari all’ideologia, vennero licenziati e, proprio a questo punto, ritorniamo alla storia della Weiße Rose.
Questo gruppo di studenti, riuniti attorno alle figure di Hans Scholl e di Alexander Schmorell, cominciarono nell’estate del 1942 a protestare pacificamente contro il regime nazista e la guerra, più precisamente distribuendo i cosiddetti Flugblätter (volantini) per diffondere le loro idee soprattutto tra la intellighenzia tedesca. Inizialmente stamparono a casa di Schmorell un centinaio di copie per ogni volantino, ma con il quinto e il sesto raggiunsero addirittura le 6000 copie; e non solo vennero diffusi a Monaco, ma la Rosa Bianca aveva conoscenze e “seguaci” in tutta la Germania, pronti a stampare a loro volta copie dei Flugblätter. Tuttavia, comprare in grandi quantità carta, buste e francobolli in un periodo in cui tutto era controllato e razionato aumentava ancora di più il rischio di essere scoperti.
Inoltre, per poter diffondere il messaggio anche alle masse (i Flugblätter contenevano infatti riferimenti colti e passi tratti dalla letteratura classica), Hans Scholl, Alexander Schmorell e lo studente di medicina Willi Graf decisero di imbrattare una trentina di muri della città con scritte come “Freiheit (libertà)” o “Nieder mit Hitler (abbasso Hitler)”.
La Gestapo, la polizia segreta tedesca, capì che questi opponenti al regime erano da ricercare all’interno dell’università di Monaco. Il 18 febbraio 1943 fu distribuito il sesto volantino alla fine delle lezioni e, proprio come nella scena resa famosa dai film (“Die Weiße Rose” del 1982 e “La Rosa Bianca-Sophie Scholl” del 2005), Sophie Scholl salì al piano superiore del cosiddetto Lichthof, l’atrio dell’università, e da lì lanciò in aria i Flugblätter. Denunciati immediatamente, i membri della Rosa Bianca vennero arrestati, interrogati e torturati dalla Gestapo.
Il 22 febbraio i fratelli Scholl vennero quindi condannati a morte e decapitati lo stesso giorno. Ad aprile la stessa fine toccò anche ad Alexander Schmorell, Willi Graf e ad altri componenti del gruppo.

Oggi a commemorare questi eventi esiste un museo all’interno dell’università, mentre la piazza di fronte all’edificio principale è dedicata proprio ai fratelli Scholl e al professore Huber, altro membro della Weiße Rose.

Il museo all’interno dell’università
I Flugblätter sul marciapiede davanti all’entrata
L’atrio nella scena del lancio dei Flugblätter (dal film del 1982)
L’atrio oggi

 

L’atrio durante un evento
L’altro lato dell’atrio (dal piano più alto Sophie Scholl lanciò i Flugblätter)

di Camilla Nardelotto

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