FEDELI ALLA LINEA
tempo di lettura: 2 minuti
Sarà solo una strategia di marketing. Un nome che allude a un prestigio antico di cui oggi non rimane che un consunto rituale. Sarà un espediente per influenzare le vendite all’inizio dell’estate o un pretesto per esibire la propria conoscenza del panorama letterario contemporaneo e fare pronostici.
Sarà, eppure questo momento dell’anno in cui ci passiamo di mano in mano i titoli candidati al Premio Strega e ci chiediamo l’un l’altro «Cosa stai leggendo?» a me piace.
Non è la sola frase che risuona in questi giorni. Accanto al neutro «Cosa stai leggendo?» compaiono anche l’affettuoso «Ti ho pensata leggendo questo» e la dichiarazione di stima «Fammi sapere che ne pensi». Basta poi una lieve inflessione per conferire a un amichevole suggerimento un velo di saccenza: «Dovresti leggerlo». Si arriva spesso, infine, alla malinconica constatazione che «Se solo avessi più tempo per leggere…».
Parlare di libri è un bel modo per conoscersi. Le frasi che ci scambiamo quando parliamo di libri spostano la conversazione sul piano delle idee, dei gusti, dell’empatia e dell’immedesimazione con i personaggi, lasciando in secondo piano i «Com’è andata oggi?», le incombenze quotidiane, gli esami imminenti.
Mentre le cose da fare aumentano, le novità in libreria si moltiplicano, i ritmi di vita accelerano, i libri da sempre richiedono lo stesso tempo per essere letti. Se, da un lato, si presenta come un passatempo esigente, una pratica che richiede a ogni lettore la stessa pazienza, la stessa attenzione, dall’altro, però, mostra riconoscenza: il testo, tiranno che detta i tempi, è debitore ai lettori che con la loro lettura lo fanno esistere e gli conferiscono significato.
I pareri e i consigli di lettura che condividiamo offrono nuovi riverberi a un testo o a una storia. Ma rappresentano anche per noi lettori un tentativo di trovare un’alternativa all’individualità dell’esperienza di lettura e una possibilità di resistenza al naturale oblio che lentamente colpisce gran parte di ciò che leggiamo.
«La lettura non si garantisce contro l’usura del tempo» scrive Michel de Certeau, teorico e sociologo della vita quotidiana, constatando che chi legge spesso dimentica. E se gli scrittori dal canto loro sono «fondatori di un luogo proprio», i lettori sono piuttosto dei viaggiatori che «circolano su terre altrui» e il loro passaggio è transitorio (M. de Certau, L’invenzione del quotidiano).
In questo numero parliamo di libri. Il Premio Strega viene talvolta accusato di non essere un indice affidabile di qualità letteraria: per noi, anche quest’anno, è il pretesto per spostare la conversazione al di sopra delle quotidiane incombenze e per fare incursioni in nuove terre.
Come viaggiatori, abbiamo appuntato i nostri ricordi di viaggio attraverso la dozzina del Premio sotto forma di recensioni, compiendo lo sforzo di andare oltre le stelline e i giudizi da 1 a 5. Come viaggiatori, abbiamo condiviso le nostre impressioni per invitare altri a percorrere gli stessi itinerari, indicandogli i panorami più belli.
Questa volta è proprio il caso di dirlo: buona lettura!
di Viviana Corazza
