Spia

Era arrivato in un giorno di nebbia. L’isola era improvvisamente emersa spettrale dalla laguna, una sola luce a rischiarare il molo. L’avevano condotto a forza all’entrata e gli avevano fatto domande, ovviamente, ma lui sapeva di non poter parlare. Mantenere il segreto era la priorità. L’avevano fatto svestire, l’avevano ispezionato (poteva pur sempre nascondere qualcosa), gli avevano dato nuovi vestiti e l’avevano condotto alla sua … Continua a leggere Spia

NO MAN IS AN ISLAND – La parola “matto” sta scritta dentro e fuori ci sono i pazzi.

16 dicembre 1943,  Ospedale psichiatrico femminile di San Clemente Mi hanno portato con la barca questa mattina dall’ospedale; nebbia e pioggia, la barca ballava sulla laguna agitata. Ho visto i diavoli venire a prendermi tra le onde, i fulmini, i lampi. Nessuno mi crede, mi tengono ferma, legata alla barca. La barca non sta mai ferma. La Signora infermiera parla di me con il barcaiolo, … Continua a leggere NO MAN IS AN ISLAND – La parola “matto” sta scritta dentro e fuori ci sono i pazzi.

NO MAN IS AN ISLAND – Intrecciando margherite (II)

Si chiamava L., era anche lei pressoché nostra coetanea, e io e G. all’inizio le stavamo alla larga. Aveva spesso attacchi strani, durante i quali rideva e piangeva insieme, sembrava posseduta, si contorceva. Il resto del tempo parlava poco, era piuttosto tranquilla e malinconica; a lungo fissava il paesaggio fuori dalla finestra (solo in seguito capimmo che non guardava il paesaggio, ma la finestra stessa, … Continua a leggere NO MAN IS AN ISLAND – Intrecciando margherite (II)

NO MAN IS AN ISLAND – Intrecciando margherite (I)

Era freddo il canale, quella notte. I ricordi sono sfocati: ricordo bene la borsa con tutti i miei averi (o forse sarebbe meglio dire il nulla che ormai possedevo) sprofondare nell’acqua scura; ricordo il silenzio attorno a me non appena mi immersi completamente, e ricordo quel freddo pungente avvolgermi le ossa e impossessarsi del mio corpo. Forse fu l’atto più vile della mia vita, o … Continua a leggere NO MAN IS AN ISLAND – Intrecciando margherite (I)

NO MAN IS AN ISLAND – San Servolo tra cartelle cliniche e parole

In questo viaggio mensile tra le cartelle cliniche degli uomini e delle donne ricoverate a San Servolo, gli incontri organizzati, le visite al museo, i giri nell’isola e tra gli edifici che accolgono tuttora decine di persone che ogni giorno lasciano un’impronta su questo luogo ignari del dolore che ha serbato, sono rimasta colpita dalle storie di questa ordinaria sofferenza, ma ancora di più dalle … Continua a leggere NO MAN IS AN ISLAND – San Servolo tra cartelle cliniche e parole

NO MAN IS AN ISLAND – Ulisse 162,17 (II)

6 “Ancora qui?” gli dicono a distanza di cinque mesi. Questa volta, a San Servolo c’è la nebbia e sembra quasi che l’isola non esista più. Romolo la nebbia non l’ha mai vista, affonda le mani nell’umido della mattina di ottobre e sente il respiro pesante. La nebbia sembra gas nervino, con la differenza che non ammazza le persone. Romolo scende per primo dal mercantile. … Continua a leggere NO MAN IS AN ISLAND – Ulisse 162,17 (II)